Domenica 30 maggio Deep Explorers Onlus ha organizzato a Maderno (BS), in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e con la VRM Videoproduction, il primo concorso fotografico subacqueo sul Lago di Garda, in memoria dell'amico e compagno di immersioni Marco Benvenuti, che il 24 agosto 2009 ha purtroppo perso la vita in un'immersione nel lago di Lares.
La manifestazione si è svolta davanti al lungolago Zanardelli, di fronte all'ex Campo Ippico. Il fondale è prima ghiaioso, con una pendenza regolare abbastanza dolce, e poi – in profondità – diventa fangoso.
La zona dell'immersione era delimitata da boe e i mezzi di assistenza della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri sorvegliava la zona, con l'aiuto dei Volontari del Garda e dai gommoni della Deep Explorers. La sicurezza a terra era garantita da un'ambulanza con a bordo medici specializzati.
Il gruppo No Deco ha partecipato alla manifestazione con un suo stand e ha offerto il suo supporto fuori e dentro l'acqua. Fabio Degani, appassionato di fotografia subacquea e membro del gruppo No Deco, ha anche partecipato al concorso fotografico.
Il tempo atmosferico non era dei migliori, anche se nel pomeriggio il cielo si è fortunatamente schiarito, anche se solo in parte. La visibilità non ha di certo aiutato i fotografi impegnati nel concorso, ma questa – nel Lago di Garda – è una situazione comune, quindi più che consona per una gara di fotografia subacquea in acqua dolce.
Dive System ha gentilmente fornito dell'attrezzatura e la RAI ha documentato la manifestazione con le telecamere della trasmissione Rai 3 Lombardia. Silvia Bonizzato, dive master e segretaria del gruppo No Deco, è stata intervistata e ha spiegato cosa significa immergersi nel lago e perché i subacquei lo fanno.
“La subacquea è una passione”, ha spiegato Silvia, “e il Lago di Garda è una palestra per allenarsi. I subacquei non riescono a stare lontani dall'acqua e ogni occasione è buona per immergersi”.
Nel Lago di Garda il fondale è fangoso e spesso la visibilità è molto bassa. Certamente un'immersione al mare permette di osservare una flora e una fauna molto più abbondante e colorata, ma un'immersione nel Garda resta, per chi è abituato, un'immersione “in casa”, un giro in un ambiente difficile e a volte insidioso, spesso freddo e scuro, ma con un fascino difficile da spiegare.
“Il Garda, per noi subacquei della zona, è casa. Maderno, Riva, Torri del Benaco, Gardone, Salò... ogni meta è una diversa scoperta, ogni luogo è il preferito di molto subacquei.”
Se si chiede ad un subacqueo che si immerge nel Garda perché lo faccia, si ottengono risposte diverse, ma che hanno in comune una grande passione e un grande rispetto per questo incredibile bacino idrico.
“Ogni anno molti partono per incredibili vacanze subacquee in mari paradisiaci, dalla vicinissima Sharm, all'idilliaca Tahiti, dalla vacanziera Santo Domingo, alle eterne Maldive”, ha commentato Umberto Giansanti, un istruttore del gruppo No Deco. “Ma poi si torna sempre a casa, dove il buon vecchio Lago, per nulla offeso per esser stato abbandonato, ci aspetta con il suo fresco abbraccio”.
È con questa passione che i subacquei si sono ritrovati a Maderno, nonostante il tempo inclemente, per fare l'ennesima immersione, muniti di macchine fotografiche, flash ed illuminatori, pronti a scattare un'immagine vincente.
Federico Squassante, uno degli istruttori del gruppo No Deco, ha partecipato all'immersione insieme a Fabio Degani che con la sua macchina fotografica era alla ricerca di un soggetto che valesse la pena esser immortalato.
La discesa è iniziata senza riferimenti, o “nel blu”, come la definiscono i subacquei (anche se sul lago più che di blu si dovrebbe parlare di verde...), fino ad una profondità di circa 30 metri, dove i due sono riusciti ad avvistare il fondale a circa 32 metri di profondità.
Seguendo le indicazioni della bussola è iniziata la risalita verso la superficie e a circa 20 metri hanno avvistato due splendide bottatrici che scivolavano lungo il fondale lasciando scie nel fango.
A 17 metri una vecchia boa da ormeggio faceva coppia con una tazza del water, che si trovava lì perché purtroppo non ci sono solo gli uomini e le donne che amano l'acqua e l'ambiente, ma anche coloro che considerano un bacino d'acqua come un luogo per poter gettare ogni tipo di rifiuto.
Finite le immersioni i fotografi hanno consegnato le due fotografie alla giuria, dopo averle scelte grazie a tre postazioni informatiche messe a disposizione. Erano consentite operazioni di ritaglio e rotazione, ma nessun tipo di foto ritocco.
Prima della premiazione, avvenuta alle 16:30, sotto i tendoni appositamente allestiti tutti i partecipanti alla manifestazione hanno potuto pranzare in compagnia e girando per i tavoli si sentiva ogni subacqueo intento a raccontare la propria immersione e gli incontri avvenuti sott'acqua, con un entusiasmo da “bambino felice”.
Lo staff No Deco ringrazia i partecipanti e gli organizzatori, che hanno permesso a tutti di trascorrere una bellissima giornata all'insegna della subacquea e dell'amicizia che lega chi pratica questa meravigliosa attività.


