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L’InnerSpace Megalodon è un’unità completamente modulare. Sono suggerite alcune configurazioni standard, ad ogni modo molti optional possono essere aggiunti all’unità base.
L’ unità è sviluppata sulla struttura esterna base costituita da un cilindro di alluminio il quale contiene il filtro (scrubber) assiale in versione standard - o in versione radiale - i tre sensori ad ossigeno e il pacchetto dell’elettronica. Due confortevoli displays sono collegati alla testa, il comando principale Apeks ed il secondario Shearwater, come anche il segnalatore luminoso(HUD).
Dal momento che la struttura principale è costituita in alluminio, l’unità è molto stabile, consente quindi una configurazione base, costituita da due bombole di 2,7 litri in alluminio, oppure numerose altre opzioni al momento della scelta della dimensioni e posizionamento delle bombole dell’ossigeno e del diluente. Le fruste di connessione, la valvola di aggiunta del diluente automatica (ADV) e i polmoni frontali sono modellati con particolare cura, il che risulta in una estrema idrodinamicità dell’unita.
Allo stesso tempo possiamo definire il rebreather sia comodo per immergersi che immediato per la sua calibrazione e il settaggio.
L’Mk VI propone tutte le caratteristiche vantaggiose di un CCR rispetto ad un circuito aperto, silenzioso, gas respirabile caldo ed umido e fornisce la miscela ideale durante tutte le fasi dell’immersione. Ma la vera attrattiva del Poseidon’s Discovery CCR si focalizza sulla sua semplicità di utilizzo e sul suo controllo automatico pre-immersione .
Questo semplifica ed automaticizza la preparazione e l’operatività dell’unità, la quale affascinerà i subacquei ricreativi; coloro i quali hanno preso in considerazione l’immergersi con il rebreather e accantonato l’idea valutando la complessità di preparazione come un ostacolo per gli scopi dell’immersione ricreativa.
L’unità è in grado di effettuare tutto il test pre-immersione in maniera automatica, dal controllare la pressione all’interno delle bombole alla corretta tenuta stagna dell’intero sistema, fino alla precisa calibrazione dell’unità utilizzando i sistema primario e ridondante per l’analisi del gas.
Le procedure durante le immersioni sono altrettanto semplici grazie all’automatico controllo delle pressioni parziali.
Nell’eventualità di un qualsiasi problema al sistema di controllo automatico, l’unità permette un immediato passaggio al sistema di circuito aperto.
Esistono molteplici possibilità a partire dai due filtri , entrambe in formato radiale, il più grande, montato sulla nostra unità, da 3,5 kg e quello di dimensioni ridotte da 2,0 kg, alla possibilità di scegliere i polmoni frontali come i nostri, o montati sulla parte posteriore.
Per quanto riguarda il controllo, l’unità completamente elettronica può essere gestita anche manualmente attraverso l’iniezione di ossigeno tramite il solenoide. L’unità viene presentata con la valvola di interscambio di circuito aperto/chiuso (BOV) Golem Gear. L’intera unità può essere manualmente disassemblata , il che facilita le operazioni di preparazione, assistenza e pulizia, un facile fissaggio della testa e la gestione del filtro.
L’Inspiration è una tecnologia che è stata prodotta nel Ambient Pressure Diving e possiede ad oggi, la maggior produzione e distribuzione di rebreather su scala mondiale. Questa è anche una delle “poche” unità a possedere attualmente la certificazione CE.
Per mezzo delle bombole da tre litri d’acciaio, una semplice manutenzione ed una semplice preparazione l’ Inspiration fornisce i vantaggi dell’ottimizzazione del consumo di gas e della miglior miscela a tutte le profondità di frontiera dell’immersione.
Il rebreather Evolution è, solo per dimensioni, il fratello minore dell’Inspiration CCR, distribuito da Ambient Pressure Diving. Con un peso di soli 24 kg, le sue bombole da 2 litri in acciaio l’Evolution si presenta compatto leggero ed idrodinamico.
L’Evolution è costruito sulle fondamenta dell’Inspiration, carpendone i maggiori benefici incluso il brevettato sistema di controllo primario e secondario del solenoide e il sempre attuale disegno dei polmoni, i quali offrono ancora oggi la possibilità di uno sforzo respiratorio tra i più bassi paragonato a tutti i CCR costruiti.